Rimini è conosciuta come la capitale italiana del divertimento. Questa fama, peraltro veritiera, rischia però di offuscare quello che Rimini può offrire come patrimonio artistico e culturale, che è tanto.Si tratta infatti di una città bellissima, ricca di storia e di fascino. Nel suo entroterra ci sono molti paesi interessanti ma poco conosciuti. Le sue spiagge sono considerate le meglio curate e le più sicure d’Europa. E la sua cucina è ricca e varia. È adatta quindi a tutti i tipi di turismo, da quello giovanile a quello familiare, da quello artistico a quello enogastronomico.
Rimini è divisa abbastanza nettamente in due parti: il centro storico e la spiaggia. La spiaggia, larga e sabbiosa, si estende per oltre 15 chilometri ed è divisa in 10 frazioni: Torre Pedrera, Viserba, Viserbella, Rivabella, San Giuliano Mare, Marina centro, Bellariva, Marebello, Rivazzurra, Miramare. Gli stabilimenti balneari si susseguono a perdita d’occhio.
Sull’affollatissimo lungomare, invece o nell’immediato entroterra, si trovano le più rinomate discoteche della riviera romagnola. Questa zona ha assunto l’aspetto attuale solo nel secolo scorso. All’inizio dell’800, infatti, si diffonde la moda dei bagni e dei soggiorni al mare. Il primo stabilimento balneare di Rimini è stato inaugurato nel 1843, ma senza grande successo. Ma nel 1872 viene costruito un secondo stabilimento balneare, il Kursaal, che viene collegato al centro della città da un servizio di trasporti. Inizia così il boom turistico della riviera adriatica, che non si è più interrotto. Nel 1908 viene costruito lo storico e lussuoso Grand Hotel, descritto nel film Amarcord di Federico Fellini. Si trova nel parco intitolato proprio al regista, il più celebre cittadino riminese.
La parte antica di Rimini, invece, è stata fondata dai romani nel 268 a.C., con il nome di Arimunum. Le principali testimonianze dell’epoca romana sono il ponte di Tiberio e l’arco di Augusto. Il ponte di Tiberio si trovava lungo il corso del fiume Marecchia, che ora scorre poco più a nord. Il ponte segnava l’inizio della via Emilia. Si trova al termine di Corso Augusto. All’altro capo del corso si trova invece l’Arco di Augusto, forse il simbolo della città. È stato costruito nel 27 a.C. come termine della via Flaminia. È il più antico ponte romano ancora in piedi. È alto oltre 10 metri e originariamente doveva essere sormontato da una quadriga in marmo guidata da Augusto. Era non solo un tributo all’imperatore, ma anche una delle porte d’ingresso della città.
Gli altri monumenti più importanti di Rimini risalgono all’epoca delle signorie, quando a Rimini comandava la famiglia dei Malatesta. È la stessa a cui apparteneva Paolo, il famoso amante di Francesca del canto V della Divina Commedia. Il Tempio Malatestiano era una chiesa francescana, che Sigismondo Malatesta volle adibire a luogo di sepoltura dei membri della famiglia. La parte interna è stata ristrutturata da Matteo de’ Pasi. Ma la vera innovazione è la facciata, ideata dall’architetto Leon Battista Alberti e mai completata. È considerata uno dei massimi esempi dell’architettura rinascimentale. Richiama, infatti, quella di un tempio romano. All’interno si può ammirare un affresco di Piero della Francesca, che rappresenta Sigismondo Pandolfo Malatesta genuflesso davanti a San Sigismondo.
Il Castel Sismondo è una fortezza, sempre voluta da Sigismondo. Ha l’aspetto classico di una rocca, con il torrione, le mura difensive e il fossato. Nel corso dei secoli ha avuto diverse funzioni. Ora ospita il Museo delle culture extraeuropee Dinz Rialto.
Ma tutta la zona del riminese è disseminata di rocche e castelli. A Verucchio e a Mondiano ci sono le rocche malatestiane, volute dallo stesso Sigismondo. A Torriana, dove, secondo la leggenda, fu ucciso Giangiotto Malatesta, l’assassino di Paolo e Francesca, c’è la rocca di Montebello. Sempre secondo la leggenda, il castello che vide nascere l’amore tra Paolo e Francesca è la rocca di Gradara, ora nell’attigua provincia di Pesaro Urbino.


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