Arroccata su uno sperone di roccia che si protende nel mar Tirreno, Gaeta prende il nome dalla nutrice di Enea, Caieta, che qui fu seppellita. Situata nel Lazio meridionale, quasi al confine con la Campania, Gaeta si trova al centro dell’omonimo golfo, che va dal promontorio del Circeo a Capo Miseno. Si tratta di una città di antichissima origine, che già i romani avevano eletto a località di villeggiatura, che è stata repubblica marinara, poi baluardo settentrionale del regno di Napoli.
Gaeta è divisa sostanzialmente in tre parti. Il quartiere San’Erasmo si trova sulla punta del promontorio, proprio alle falde del monte Orlando, ben difeso dalle fortificazioni volute da Carlo V. E’ la parte antica della città e quella che conserva le maggiori bellezze artistiche. Il Duomo risale all’XI secolo ed è dedicato a Sant’Erasmo. Ha un bel campanile quadrangolare, ornato da diverse bifore ed è in stile moresco. Il Museo diocesano e la pinacoteca ospitano alcune opere di pregio, soprattutto di pittori napoletani, come Luca Giordano. Alle spalle del Duomo si trova l’affascinante quartiere medievale, che si inerpica per tortuose stradine, con case che risalgono al XII secolo. Purtroppo, sono state molto danneggiate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Da vistare l’antica chiesa di san Giovanni a Mare, proprio al centro del quartiere, di origine bizantina.
Il castello risale probabilmente all’VIII secolo, ma è stato rifatto nel 1200 e completato nel 1400. La parte inferiore, la più antica e di forma irregolare, è chiamata castello angioino. Quella superiore, di forma rettangolare e munita di torri circolari, è chiamata castello aragonese.
Il lungomare Caboto, sul versante settentrionale del promontorio del monte Orlando, unisce Sant’Erasmo e Porto Salvo. Sul lungomare si incontra la bella chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, costruita nel ‘300 e ristrutturata nel ‘600. La chiesa conserva alcuni preziosi dipinti di Luca Giordano e Sebastiano Conca. La Grotta d’oro o cappella dell’Immacolata è
annessa alla chiesa ed è rivestita di tavole con cornici dorate, un vero capolavoro dell’arte rinascimentale.
Porto Salvo, un tempo chiamato Porto Gaeta e abitato dai pescatori, occupa la zona dell’istmo di Montesecco e si estende verso Formia. Ha tutte le caratteristiche del borgo marinaro mediterraneo ed è molto piacevole da visitare.
Il quartiere di Serapo sul versante opposto del promontorio rispetto a Porto Salvo e quindi rivolto verso Sperlonga, nasce invece nel 1927, a ridosso dell’omonima spiaggia. La spiaggia, sabbiosa, è lunga più di un chilometro e larga fino a 200 metri. Oltre a Serapo, a Gaeta vi sono altre sei spiagge, S. Agostino, S. Vito, Arenàuta, Ariana, Quaranta remi, Fontana, che occupano diverse baie che si aprono lungo la costa occidentale del monte Orlando.
Dove dormire. L’hotel Serapo si affaccia sulla bella spiaggia di Gaeta alle pendici del Parco Naturale di Monte Orlando e poco distante dal borgo medievale.
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Il monte Orlando è un’appendice dei monti Aurunci Il suo versante settentrionale è stato costituito in Parco regionale urbano nel 1986. Il parco, che ha una superficie di 53 ettari, ha una vegetazione ricchissima e particolare, tipica delle zone più calde del Mediterraneo. Un’altra particolarità naturalistica del parco è la cosiddetta montagna spaccata, che si raggiunge da Serapo. Si tratta di un’impressionante fenditura della roccia, secondo la tradizione dovuta al terremoto che seguì la morte di Cristo. Lungo la fenditura sono stati ricavati 270 gradini, che conducono alla Cappella del crocefisso, costruita dai benedettini nel ‘400. Di fronte al santuario un’altra scala conduce alla grotta del turco, aperta su un mare protetto dal WWF come oasi blu, per preservarne l’ecosistema.
All’interno del parco, sulla sommità del monte, vi è il mausoleo di Lucio Munazio Planco, di età augustea, raggiungibile percorrendo una bella strada panoramica. Dal piazzale antistante si gode un meraviglioso panorama su tutto il golfo di Gaeta.



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